Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Prime Esperienze > La Mia Prima Volta: Tra Passione e Complicità
Prime Esperienze

La Mia Prima Volta: Tra Passione e Complicità


di Riservato1987
01.07.2025    |    4.218    |    5 9.2
"Lorenzo si fermò accanto a lei, e senza dire una parola, si chinò per baciarla con una passione che sembrava nascere da un'intesa mai interrotta..."
Voglio raccontarvi della mia prima esperienza, un momento che risale al 2015 e che ha segnato un confine netto nella mia vita.
Buona lettura a tutti

Non era la prima volta che ricevevo un messaggio interessante sul sito, ma quella sera, leggendo il profilo di Lorenzo e Giulia (nomi di fantasia) qualcosa mi colpì in modo diverso. Lui, imprenditore di successo, lei moglie e mamma con un'eleganza naturale. La foto sfocata quanto basta per non essere esplicita, lasciava intravedere una coppia ben curata, sorridente, in uno scatto preso forse durante un aperitivo sul terrazzo di un hotel.
Il messaggio era diretto, ma gentile:
“Ciao, siamo una coppia affiatata. Ci piace condividere, con discrezione e stile. Amo vedere mia moglie Giulia apprezzata da un uomo che sa trattarla come merita. Ti va di parlarne?”
Ci scrivemmo per qualche giorno. Non c’era fretta, ma l’intesa cresceva. Lorenzo era sempre presente nei messaggi, ma lasciava spesso spazio a Giulia per esprimersi. Lei era intelligente, ironica, e aveva quell’equilibrio raro tra sicurezza e dolcezza. E poi...sapeva stuzzicare senza mai sembrare volgare.
Fu lei a scrivermi il messaggio che cambiò tutto:
“Domani sera saremo a Napoli per lavoro Lorenzo ha una serie di impegni in mattinata. Se ti va e sei libero, ci farebbe piacere offrirti un drink.”
Accettai.
Era la mia prima volta con una coppia, all'epoca avevo appena 28 anni, e non sapevo esattamente cosa aspettarmi, ma sapevo che stavo vivendo qualcosa fuori dall’ordinario.
Ci demmo appuntamento in un locale a Chiaia, con luci soffuse e musica jazz di sottofondo.
Arrivai con qualche minuto d’anticipo, cercando di nascondere l’agitazione dietro un Gin Tonic ordinato con voce fin troppo sicura.
Li vidi entrare poco dopo. Giulia indossava un tailleur di lino chiaro, semplice ma tagliato su misura, che lasciava intravedere appena la curva del fianco. I capelli raccolti in uno chignon morbido, orecchini piccoli ma luminosi. Lorenzo, in camicia sbottonata al collo e giacca blu, sembrava uscito da una pubblicità di orologi di lusso. Ma non erano i vestiti.
Era la loro presenza. Si muovevano come chi ha piena consapevolezza di sé e dell’effetto che fa sugli altri.
Mi salutarono con calore, come se ci conoscessimo da tempo. Nessun imbarazzo, nessuna forzatura. Chiacchierammo a lungo — del lavoro, dei viaggi, delle piccole ossessioni quotidiane. Ogni tanto Lorenzo accennava a qualcosa, poi lasciava che fosse Giulia a guidare la conversazione. Lei mi guardava negli occhi quando parlava. Concentrazione piena, senza distrazioni.
Mi fece sentire ascoltato. E desiderato.
Dopo il secondo drink, Lorenzo si alzò per prendere una telefonata. Rimasi solo con Giulia.
«Sai cosa mi piace di te?» mi disse, avvicinandosi un poco. «Che non fingi di sapere già tutto. Hai quell'aria di chi si lascia sorprendere.»
Non seppi cosa rispondere. Lei sorrise.
«Lorenzo è d'accordo. Lo abbiamo capito dai tuoi messaggi. Ci piaci. Ma vogliamo fare tutto con calma, come un buon vino. Niente fretta, solo gusto.»
Poi appoggiò la mano sulla mia, leggera, calda, decisa.
La sua mano sulla mia era come una promessa non detta. Non un gesto invadente, ma pieno di intenzione. Restammo così per qualche secondo che sembrarono lunghi e intensi, come una pausa studiata tra due note di un brano che conosci bene, ma che stasera suona in modo diverso.
Giulia non disse altro, ma i suoi occhi parlavano per lei. Occhi pieni, scuri, liquidi, che sembravano saperti leggere dentro. Quando Lorenzo tornò, ci trovò in silenzio, le mani ancora appena sfiorate.
Sorrise, un sorriso che non aveva nulla di geloso o trattenuto. Sembrava… soddisfatto. Complice.
«Vi siete trovati, mi pare.» disse, sedendosi accanto a Giulia e accarezzandole la schiena con naturalezza.
«Molto.» risposi, e per un attimo mi sembrò di dire molto più di quanto volessi.
Il tempo passò veloce. Parlare con loro era facile. Ma non era solo la conversazione. Era il modo in cui mi guardavano. A turno. Insieme. Con attenzione e curiosità, come chi scarta lentamente un regalo, gustandosi ogni piega della carta.
Quando uscimmo dal locale, Napoli ci regalava una di quelle sere che sembrano scritte apposta per restare. Il mare calmo, i lampioni del lungomare riflessi sull'acqua, e quell’odore salmastro che ti arriva in gola e nei pensieri. Ci fermammo un attimo lì, sul marciapiede, a guardare il golfo.
Giulia si voltò verso di me, vicinissima.
«Ti va un ultimo bicchiere?» sussurrò. «Siamo a due passi. Abbiamo un appartamento qui vicino, vista mare.»
Lorenzo aggiunse, con tono tranquillo:
«Senza fretta, come ti abbiamo detto. Solo se hai voglia di continuare la serata.
Di conoscerci ancora un po’.»
Li guardai entrambi. Era un invito, sì, ma non c’era pressione. Solo desiderio. Elegante, trattenuto, ma vivo. Brillante come i loro occhi sotto la luce arancione del lampione.
Annuii.
Non per cortesia. Non per curiosità.
Perché volevo essere lì. Con loro.
E così, pochi minuti dopo, salivamo silenziosi in un ascensore lento e antico, al terzo piano di un palazzo storico. Il rumore delle onde, lontano, sembrava accompagnarci.
Giulia mi sorrise mentre apriva la porta.
Dentro, il profumo era di lino fresco e incenso leggero. La finestra spalancata sul mare, e un secchiello di ghiaccio con una bottiglia già pronta sul tavolo.
La porta si chiuse dietro di noi con un suono soffuso, quasi un respiro. Il salotto era perfetto nella sua semplicità: grandi vetrate che lasciavano entrare il bagliore della luna, illuminando le pareti bianche e il pavimento in parquet lucido. L’atmosfera era carica, ma senza tensione. Era come un gioco sottile che si svolgeva in punta di piedi.
Giulia mi fece segno di sedermi sul divano, ma non era una richiesta. Era un invito, un gesto che sembrava naturale, quasi inevitabile. Lorenzo andò al minibar e con un movimento fluido prese una bottiglia di champagne. Mentre versava, mi accorsi che Giulia non mi toglieva gli occhi di dosso. Quelli occhi neri che sembravano scavare dentro, ma con una dolcezza che quasi ti toglieva il respiro.
«Ti piace Napoli?» chiese Giulia, il tono di voce morbido, ma con quella sottile sfumatura di intimità che ti fa capire che la domanda non è solo di circostanza.
Annuii, cercando di mantenere la calma, ma il battito del mio cuore tradiva un’emozione che non riuscivo a controllare.
Lorenzo si avvicinò con i bicchieri, il suo sorriso sembrava quello di chi è sicuro di avere il controllo della situazione. Senza dire nulla, si sedette accanto a Giulia, abbastanza vicino da far capire che c’era una connessione che andava oltre la semplice convivialità.
Non sembravano solo una coppia; sembravano un'entità unica, che si muoveva insieme in perfetta sintonia.
Giulia sollevò il bicchiere. «A noi.» disse, e i suoi occhi si posarono su di me con un'intensità che mi fece rabbrividire.
Risposi al brindisi, ma le parole mi mancavano. Non riuscivo a dire nulla che non fosse banale. Così, con il bicchiere tra le mani, mi limitai ad osservare mentre Giulia si alzava e si avvicinava alla finestra, la sua figura che si stagliava contro la luce della luna.
Era una silhouette perfetta, aggraziata, con i capelli raccolti che lasciavano scivolare una ciocca sulla spalla.
Lorenzo, vedendo il mio sguardo fisso, sorrise senza malizia. «Sai,» disse, «già da quando abbiamo iniziato a scrivere ci siamo resi conto che tu non sei uno che si tira indietro. Ma stasera, tutto dipende da te. Nessuna fretta. Solo… piacere.»
Mi alzai, il cuore che batteva forte. La sensazione di essere coinvolto in qualcosa di più grande mi faceva sentire come se stessi attraversando un confine, qualcosa che non avrei mai più potuto tornare indietro a comprendere in modo razionale.
Giulia si voltò verso di me. Camminò lentamente verso il divano, i suoi passi morbidi ma decisi. Quando fu a pochi centimetri da me, si chinò leggermente e, con un sorriso che sapeva di sfida e complicità, posò una mano sul mio petto, facendo scivolare le dita in un movimento che mi fece venire la pelle d’oca.
«Non c’è bisogno di parole», disse piano, avvicinandosi ancora. «Solo di fiducia.»
La sua voce mi colpì come un'onda, e il mio corpo, ormai prigioniero della situazione, rispose istintivamente. Un altro passo. Il respiro tra noi diventava più profondo, più lento. Ma prima che accadesse qualcosa, Lorenzo si alzò, con una naturalezza che sembrava orchestrata, e si avvicinò a Giulia. La baciò dolcemente sulla fronte, come se tutto ciò fosse parte di un rituale che conoscevano da tempo. Poi si girò verso di me, il suo sguardo fermo ma calmo.
«Sei pronto?» chiese, ma non come un vero e proprio interrogativo. Più come un’osservazione.
Giulia rimase immobile per un istante, gli occhi che cercavano i miei con una profondità che mi fece sentire vulnerabile. Poi, senza staccarsi, fece un passo indietro e guardò Lorenzo, il suo viso illuminato dalla luce morbida del lampadario.
Lorenzo non disse nulla. Solo un cenno impercettibile della testa, un invito che traspariva dal suo silenzio. Così, lentamente, Giulia si avvicinò di nuovo a me. Le sue mani, morbide e calde, mi toccarono il volto, guidandomi con una delicatezza che sembrava un contrappunto perfetto alla crescente intensità che avvertivo in me stesso. Mi chinai verso di lei, senza pensarci, e le nostre labbra si incontrarono con un bacio lento, quasi esitante, come se entrambi volessimo assaporare ogni secondo, ogni sfumatura di quel contatto.
Fu lei a prendere l'iniziativa, però. Con una mossa fluida e sicura, si strinse più forte contro di me, il suo corpo che cercava il mio, e sentii il suo profumo avvolgermi, inebriante e dolce. Non c'era più distanza. Non c'era più spazio per la razionalità. Solo sensazioni che si mescolavano, esplorazioni che si facevano sempre più ardenti, ma senza mai perdere la raffinatezza che li caratterizzava.
Lorenzo si avvicinò a Giulia, ma non fece alcun movimento che potesse sembrare invadente. Si limitò ad osservarci con uno sguardo di approvazione, e quando lei si staccò per un attimo dal bacio, sorrise.
«Volevo solo vedere come sarebbero andate le cose,» disse con una voce che aveva qualcosa di affettuoso e al contempo possessivo. «E vedo che non ci siamo sbagliati.»
Giulia mi guardò intensamente, i suoi occhi brillanti di una luce che non avevo mai visto prima. Poi, senza dire nulla, si voltò verso Lorenzo e gli fece un piccolo cenno con la testa. Era come se l'intera situazione fosse stata studiata, preparata, e ora fosse il momento giusto per agire.
Lorenzo si alzò, con un movimento deciso ma non invadente, e con una calma sorprendente, mi prese per mano. «Vieni,» disse, conducendomi verso la camera. Il suo gesto non era autoritario, ma una direzione data con naturalezza, come chi sa esattamente cosa vuole, ma sa anche come rispettare i tempi dell’altro.
Il percorso che ci separava dalla stanza sembrava interminabile. Ogni passo, ogni piccolo gesto sembrava parte di un disegno perfetto, dove ogni movimento era armonico con quello successivo. Quando entrammo, il letto era aperto, i toni caldi della stanza contrastavano con la frescura della notte che filtrava dalla finestra.
Giulia si avvicinò di nuovo, stavolta più lentamente, con un sorriso che non riuscivo a decifrare completamente. Era come se mi stesse invitando a scoprirla, ma senza fretta. E non avrei mai voluto che accadesse in fretta.
Si tolse la giacca con calma, lasciandola scivolare sulla sedia. La sua figura si delineava perfettamente contro la luce, il corpo che sembrava accendersi e farsi morbido ad ogni movimento. Lorenzo si fermò accanto a lei, e senza dire una parola, si chinò per baciarla con una passione che sembrava nascere da un'intesa mai interrotta.
Poi, con un movimento che sembrava inevitabile, Giulia si avvicinò di nuovo a me. Questa volta, il bacio fu più intenso, più completo. La sua lingua giocò delicatamente con la mia, mentre sentivo le mani di Lorenzo che si facevano strada lungo la mia schiena, come una carezza che non chiedeva permessi.
Ogni gesto, ogni movimento sembrava studiato ma spontaneo. La sensazione di essere nel mezzo di qualcosa di molto più grande di me stesso non faceva che aumentare. La loro sicurezza mi avvolgeva, mi faceva sentire desiderato senza alcuna necessità di prove o spiegazioni.
Il respiro nella stanza si fece più profondo, più intenso, come se il tempo stesso si fosse fermato. Non c’era fretta, non c’erano parole, solo gesti, sguardi, e quella comunicazione silenziosa che tra di loro sembrava essere una lingua propria, fatta di eleganza e desiderio, di un’armonia che non avevo mai visto prima.
Giulia si staccò per un attimo, guardandomi negli occhi con quella stessa intensità che mi aveva sconvolto fin dal primo momento. La sua bocca, ancora segnata dal nostro bacio, sorrise leggermente, e c’era qualcosa di imperscrutabile in quel sorriso. Come se sapesse esattamente cosa stavo pensando, ma non avesse fretta di rivelarlo.
Lorenzo, che fino a quel momento si era mantenuto in secondo piano, si avvicinò con calma. Non c’era possessività, non c’era fretta, solo una continua complicità che sembrava vivere in ogni piccolo gesto. Senza parole, prese la mano di Giulia e la posò sul suo petto, mentre i suoi occhi si rivolgevano verso di me, quasi a cercare conferme.
«Non è mai troppo tardi per essere sorpresi, vero?» disse, la voce bassa ma ricca di quella sicurezza che sembrava appartenere alla sua stessa essenza. Non era una domanda, era una constatazione.
Giulia sorrise di nuovo, ma stavolta il suo sorriso era più profondo, come se stesse invitandomi a scoprire ogni angolo di quella serata, di quella situazione che stava per evolversi in qualcosa di più complesso, più intenso.
Con un gesto fluido, Lorenzo slacciò la mia cintura, sbottonò il mio pantalone facendolo cadere al pavimento.
Giulia, invece, appena vide la mia erezione, si abbassò. Con grazia, ma senza tentennamenti, tirò fuori il mio cazzo che sbalzò come una molla proprio davanti al suo viso.
Ogni suo movimento sembrava studiato per affascinare, per sedurre in modo naturale. Come una danza che non aveva bisogno di regole, solo di passione e comprensione reciproca.
Le sue mani scivolarono sul mio cazzo, e il suo profumo mi avvolgeva completamente. La luce della luna filtrava attraverso la finestra, creando giochi di ombre sul suo viso, rendendo ogni sua espressione ancora più intensa, più enigmatica.
La sua bocca si avvicinò e lentamente inizia ad assaggiare la mia cappella. Fu qualcosa di più, un’esplorazione che si faceva più profonda, un incontro che sembrava avvenire a livello di anima, non solo di corpi. Ogni gesto sembrava parte di un rituale condiviso, dove il piacere non era mai egoista, ma sempre scambiato, sempre reciproco.
Lorenzo si spostò, si accomodò sulla poltrona per godersi lo spettacolo.
Lentamente, Giulia mi spinse verso il letto, i suoi movimenti sempre eleganti, ma pieni di una forza sotterranea che mi faceva sentire come se tutto stesse succedendo per una ragione precisa. Non c’era confusione, c’era solo una fluidità naturale, come se tutto fosse stato scritto in un copione che ci apparteneva da sempre.
Quando ci sdraiammo insieme, il silenzio fu rotto solo dai nostri respiri, dal battito accelerato del cuore che si faceva sempre più forte, più intenso. Il contatto tra i nostri corpi sembrava naturale, inevitabile. Ogni gesto, ogni carezza, sembrava arrivare al momento giusto, senza mai forzare la situazione.
Giulia, con uno sguardo si rivolse a Lorenzo, che si avvicinò di nuovo e, senza dire nulla, si staccò dal mio cazzo e lo baciò, con una passione che non avevo mai conosciuto. Era un bacio che non aveva bisogno di spiegazioni, un bacio che parlava di desiderio, di curiosità, di un’intesa che andava oltre il fisico. Come se in quel momento, il tempo si fosse fermato, come se tutto ciò che esisteva fosse quella connessione, quell’intimità che non aveva bisogno di parole.
Ad un certo punto Giulia disse: "mettiti comodo e non te ne pentirai" io ignaro di quello che stava per accadere obbedì. "Chiudi gli occhi" sussurò, riprendendo il lavoro di bocca che aveva lasciato in sospeso.
Mentre con gli occhi chiusi mi godevo quel piacere di un pompino senza eguali, le mani che mi toccavano divennero 4 ma ero così preso che non potevo mai immaginare cosa potesse accadere e li lasciai fare.
Pochi secondi dopo, sentii un'altra lingua solleticare le mie palle, sobbalzai improvvisamente, come se un brivido mi avesse attraversato il corpo ed aprii gli occhi. Vidi Lorenzo intento ad aiutare Giulia nel lavoro di bocca, e, ad essere sincero nonostante fosse la prima volta, la sensazione non mi dispiacque.
Mi tranquillizzarono, ma a quel punto non riuscivo più a tenere gli occhi chiusi, intanto loro ripresero il lavoro di bocca, posizionandosi chi a desta e chi a sinistra per leccare il mio cazzo in tutta la sua lunghezza.
Io ero al culmine, volevo scopare Giulia, e li fermai. Per l'occasione avevo portato un paccho di profilattici, li presi e ne indossai uno. Vista la situazione che si era creata, incalzai la mano prendendo in mano la situazione ed iniziai a condurre il gioco. "Non vi dico i loro occhi pieni gioia".
Inviati Giulia a mettersi a 90 gradi sul letto, e chiesi a Lorenzo di aiutarmi, indirizzando il mio cazzo in quella bella figa della moglie. Non esito, lo impugnò ed indirizzò la cappella nelle grandi labbra.
Lentamente mi feci strada, nonostante Giulia fosse un lago, il mio cazzo faticò ad entrare. Una volta dentro, i miei movimenti si fecero intensi, ed iniziai a sbatterla senza sosta. Iniziò a godere con una voce tremante, tanto che il primo orgasmo non tardò ad arrivare. Lorenzo intanto si era posizionato davanti in modo da farsi regalare un pompino.
Dopo la sua venuta, Giulia fa una richiesta " vi voglio entrambi dentro" sussurrò con voce tremante.
Lorenzo di posiziono sotto, dedicandosi alla sua figa ormai sfondata dal mio cazzo, mentre io avevo davanti il suo fantastico culetto, invitante e stretto.
Lubrificato dal piacere che gli aveva provocato l'orgasmo, iniziali a puntalo, premevo la mia cappella facendolo rilassare in modo da facilitare l'ingresso.
Una volta pronto, decido di spingerlo oltre, delicatamente mi faccio strada, fino a quando non sono completamente dentro ed inizio ad aumentare l'intesitá. Con una voce rauca mi dice: "fai piano, così mi distruggi". Imperterrito, continuo senza sosta, facendole raggiungere un altro orgasmo.
Sento Lorenzo godere e riempire la sua figa, e lei esausta si abbandona su di lui.
Ero arrivato anche io, ero pieno come non mai, estrassi il mio cazzo, sfilai il profilattico e li feci posizionare uno accanto all'altro con la bocca aperta. Pochi secondi e riversai sui loro visi una quantità assurda di sborra, terminato li invitai a ripurirlo fino all'ultima goccia.
Esauti ci straiammo tutti e tre sul letto, ma dopo alcuni minuti andai in bagno a darmi una ripulita, mi vestii velocemente, li salutai e li lasciai nella loro intimità di coppia senza invadenza.
Rientrando a casa, avevo il cuore che batteva ancora forte. Non riuscivo a smettere di pensare a ciò che era appena accaduto. Era la mia prima esperienza, e proprio da lì ho iniziato ad avvicinarmi a questo mondo che, fino a quel momento, avevo solo immaginato. Mi sentivo cambiato, come se avessi oltrepassato una soglia invisibile.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.2
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per La Mia Prima Volta: Tra Passione e Complicità:

Altri Racconti Erotici in Prime Esperienze:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni